mercoledì 22 aprile 2009

Premio Pulitzer. Gli USA ci fanno ridere!

Il New York Times domina l'edizione 2009 del Premio Pulitzer

NEW YORK (Reuters) - Il New York Times ha fatto incetta di premi Pulitzer, aggiudicandosi l'ambito premio in cinque categorie, breaking news, giornalismo investigativo, reportage internazionali, fotografia e critica.

(...)"Il ruolo di 'cane da guardia' dei giornali è ancora vivo", ha detto Gissler. "Chi assumerebbe questo ruolo se non ci fossero i giornali?"

(...) New York Times ha vinto la categoria delle breaking news grazie all'inchiesta sullo scandalo a luci rosse che ha costretto alle dimissioni il governatore dello stato di New York Eliot Spitzer e quella dei reportage internazionali grazie ai servizi sulla situazione che stanno vivendo le truppe Usa in Afghanistan e Pakistan.

Il riconoscimento per il giornalismo investigativo è andato a David Barstow, sempre del New York Times, e alla sua inchiesta sui generali americani in pensione che, diventati commentatori per i media, sono stati cooptati dal Pentagono per scrivere pezzi che difendessero la guerra Usa in Iraq.(...)


Gli Americani ci fanno ridere!
In Italia siamo troppo avanti.
Qui pullula di giornalisti che portano alle dimissioni di governatori.
Reporter di guerra che raccontano gli scandali delle truppe in missione.
Inviati con peluche e plastici.
Intervistatori che mettono in crisi i politici.
Insomma, non saranno da guardia, ma di cani qui ne abbiamo molti ma molti di più!



8 commenti:

sytry82 ha detto...

Hai visto quei cretini che hanno rovinato il matrimonio di una coppia di abruzzesi? e facevano pure gli stronzi quando gli si chiedeva di levarsi dalle palle!

Il problema è la tessera ... l'ordine dei giornalisti è una stronzata che permette solo a una stretta cerchia di fortunati l'accesso ... quindi anche l'instaurarsi di un certo nepotismo.

silvio di giorgio ha detto...

anche in italia ci sono bravi giornalisti. peccato che quasi tuti li facciano stare in uno sgabuzzino a temperare le matite o a fare fotocopie...

Veneris ha detto...

In Italia di buoni giornalisti ne abbiamo, ne abbiamo avuti e speriamo ne avremo anche in futuro, il guaio è che non gli si concede lo spazio che meritano.

amatamari ha detto...

Ma il problema è la qualità dei giornalisti, dei lettori o di chi è il proprietario delle testate?

l'incarcerato ha detto...

Ero pronto per commentare quando Amatamari ha fatto una domanda da mettere in crisi. Io direi tutti e tre.

Caro Barabba, qui di giornalisti seri sono pochi. Presto, e lo spero, potrò dire che non sono tutti uguali. Ma nel frattempo rimpiango quei pochi giornalisti che facevano delle vere inchieste, ma sono stati uccisi.

marus ha detto...

@sytry82
Non l’avevo visto, grazie, trovato e aggiunto. Ho visto che con lo sposo sulla natura animale c’è sintonia.

@Silvio
E di sicuro lo fanno meglio di quelli che per ora sono in auge, che sono capaci di temperare la carta e fotocopiare le matite.

@Veneris
Infatti., qui premiano i cani da compagnia che ...vedi Riotta nel 2008 vince il premio Don Puglisi e adesso è direttore del Sole24 oppure Emilio Fede messo in giuria del premio Ilaria Alpi per diversi anni

@Amatamari
E’ peggio del buon vecchio “E’ nato prima l’uovo...?”
Giornalisti buoni ce ne sono, ma a che serve qui far sapere delle magagne dei potenti? Altrove i politici si dimettono e i giornali che pubblicano li premiano. Qui i politici vengono ri-eletti dai lettori e i giornalisti sono messi alla gogna pure da altri colleghi...da dove si comincia per cambiare? Boh forse dalla gallina...no, dall’uovo....crisi seria

@l’Incarcerato
Spero anch’io... che non uccidano anche i pochi rimasti!

GamberoDem ha detto...

Non mi toccare a Vespa, eh? Lui sì che fa tivvù verità. Quel peluche, tu magari non ci arrivi, è essenziale per parlare del terremoto. Così pure gli zoccoli della Franzoni sbattuti di fronte alla telecamera.

marus ha detto...

@GamberoDem
Toccare Vespa? No, Ancora la mia depravazione non è arrivata fino a questo, tranquillo, mi limito a guardarlo ed ascoltarlo sciogliendomi la cera sui capezzoli.